venerdì 27 febbraio 2026
Bosco delle Querce "Patrimonio Europeo", ma la Pedemontana abbatte 3.200 alberi
Il Bosco delle Querce di Seveso e Meda è stato ufficialmente riconosciuto come sito insignito del Marchio del Patrimonio Europeo dalla Commissione europea. Un riconoscimento importante, che arriva a cinquant’anni dal disastro dell’ICMESA e che colloca il Bosco tra i luoghi simbolo della memoria, dell’identità civile e della coscienza ambientale europea.
La cerimonia di consegna del Marchio si terrà a Bruxelles il 22 aprile 2026. Si tratta del primo sito in Lombardia a ottenere questo riconoscimento e del sesto in Italia, un fatto che dà al Bosco delle Querce una rilevanza che va ben oltre i confini locali.
Il Bosco sorge sull’area contaminata dall’incidente industriale del 10 luglio 1976, una delle più gravi catastrofi ambientali del Novecento. La successiva bonifica e riforestazione hanno trasformato quella ferita in un parco regionale di oltre 42 ettari, oggi dedicato alla memoria, all’educazione ambientale e alla formazione civica.
Proprio da quella tragedia nacquero le cosiddette Direttive Seveso, fondamentali per la legislazione europea in materia di sicurezza industriale. Nelle motivazioni ufficiali, il panel europeo ha sottolineato il valore simbolico ed educativo del sito, nonché l’innovatività del percorso di risanamento ambientale.
Il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha parlato di “simbolo di rinascita” e di una nuova coscienza ambientale nata proprio a seguito del disastro di Seveso. Anche l’assessora alla Cultura Francesca Caruso ha definito il Bosco “custode della memoria” e luogo di trasmissione dei valori alle nuove generazioni, mentre l’assessore al Territorio Gianluca Comazzi ha rivendicato il lavoro svolto in questi decenni dalle istituzioni e dai tecnici regionali.
Accanto alle celebrazioni ufficiali, però, emergono riflessioni critiche dal territorio. Alberto Colombo, di Sinistra e Ambiente Meda, ha ricordato come il riconoscimento europeo non possa far dimenticare le contraddizioni ancora aperte.
Colombo sottolinea innanzitutto che l’amministrazione di Seveso dovrebbe “ringraziare anche i gruppi ambientalisti locali che da tempo si battono per la sua tutela” e che hanno promosso progetti di memoria, informazione ed educazione ambientale all’interno del Bosco, mantenendone vivo il significato storico e civile. Gli stessi gruppi, ricorda, da anni chiedono l’ampliamento del parco, non la sua riduzione.
Ed è qui che emerge il nodo più critico: “ben 2 ettari verranno sbancati per far passare l’inutile e impattante Autostrada Pedemontana Lombarda, con l’abbattimento di 3.200 alberi”. Una ferita che rischia di colpire proprio un’area oggi celebrata come patrimonio europeo.
Secondo Colombo, sulla Autostrada Pedemontana Lombarda le amministrazioni comunali di Seveso e Meda “sono state completamente subalterne alle volontà di APL e di Regione Lombardia”, accettando un’opera fortemente contestata per l’impatto ambientale e territoriale.
Non manca infine una stoccata alla comunicazione istituzionale: le dichiarazioni del presidente Fontana e della Giunta regionale appaiono, a suo giudizio, “propagandistiche”, perché presentare Regione Lombardia come “sensibile all’ambiente” mentre si autorizzano opere come la Pedemontana “fa un poco sorridere”.
Il Marchio del Patrimonio Europeo è senza dubbio un risultato significativo. Ma, come ricordano le associazioni ambientaliste, la vera coerenza sta nelle scelte future: protezione integrale del Bosco, stop alle sottrazioni di suolo, ampliamento dell’area verde e rafforzamento del suo ruolo educativo.
Etichette:
Bosco delle Querce,
Meda,
Pedemontana,
Seveso,
Sinistra e Ambiente
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)



Questo riconoscimento è una cosa enorme , grande , come enorme e la contraddizione dei 3200 alberi di cui si prevede l abbattimento. Uniamoci al comitato di seveso.e a tutti i comitati del territorio che da anni combattono contro lo stupro del territorio che sta avvenendo con pedemontana . Visto che le istituzioni non l hanno fatto io ringrazio i gruppi ambientalisti che a seveso hanno combattuto e stanno combattendo da anni , che considero ,come l'ambiente, le patrimonio dell'umanità
RispondiElimina