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| Fonte immagine: Wikipedia |
Nel dibattito in corso sulla realizzazione del nuovo ospedale di Seregno emerge una questione che finora è rimasta sullo sfondo, ma che merita attenzione: la coerenza di questa scelta con il programma amministrativo presentato agli elettori nel 2023 (per scaricarlo cliccare qui).
Nel documento con cui l’attuale maggioranza si è presentata alle elezioni non compare alcun riferimento alla costruzione di un nuovo presidio ospedaliero. Al contrario, sul piano urbanistico e ambientale vengono indicati alcuni indirizzi molto chiari, più volte ribaditi nel testo.
Tra questi, in particolare, l’obiettivo del “consumo di suolo zero” e la priorità della rigenerazione delle aree dismesse, indicata come modalità privilegiata per rispondere ai bisogni della città senza ulteriore espansione urbana.
Si tratta di principi che non hanno un valore meramente tecnico, ma rappresentano un orientamento politico preciso: contenere l’uso di nuovo suolo, valorizzare il patrimonio esistente e limitare l’impatto delle trasformazioni sul territorio.
Alla luce di questi indirizzi, l’ipotesi di realizzare un nuovo ospedale su un’area agricola, per di più all’interno del Parco GruBrìa, introduce una evidente tensione tra quanto dichiarato nel programma e le scelte che oggi sembrano prendere forma nel dibattito pubblico.
Non si tratta di una questione formale, ma sostanziale. Una decisione di questo tipo non è neutra: implica consumo di suolo, trasformazione permanente di un’area libera e incide su uno degli ambiti più delicati del territorio.
A ciò si aggiunge un ulteriore elemento. Proprio perché il nuovo ospedale non era tra gli interventi esplicitamente indicati nel programma, gli elettori non si sono espressi su questa specifica scelta.
Questo non mette in discussione la legittimità dell’amministrazione, ma pone un tema di metodo. Quando emergono decisioni così rilevanti e non previste nel mandato elettorale, diventa ancora più importante costruire momenti di confronto pubblico ampi e strutturati.
Assemblee, percorsi partecipativi, occasioni di approfondimento: strumenti che permettono di discutere nel merito le alternative, valutare gli impatti e rendere trasparenti le motivazioni delle scelte.
L’ampio consenso elettorale ottenuto dal sindaco rappresenta una base solida per governare, ma non esaurisce la necessità di costruire condivisione su decisioni specifiche che non erano contenute nel programma e che incidono in modo significativo — e non reversibile — sul futuro della città.
Per questo, il tema della coerenza non riguarda solo il passato, ma anche il modo in cui si costruiscono le decisioni nel presente.
Se davvero si ritiene che la realizzazione di un nuovo ospedale — eventualmente anche su suolo agricolo — sia la scelta più corretta, è necessario dirlo con chiarezza e motivarlo pubblicamente, spiegando perché questa opzione sia compatibile, o eventualmente debba prevalere, rispetto agli obiettivi di consumo di suolo zero e rigenerazione urbana indicati nel programma.
Solo così il confronto può diventare reale e le decisioni realmente condivise.

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