venerdì 9 ottobre 2026

Pedemontana, due racconti dello stesso territorio: la ferita della diossina e il linguaggio dei cantieri


Chi frequenta le pagine Facebook di Insieme in Rete per uno Sviluppo Sostenibile avrà forse notato due post che, a pochi giorni di distanza, raccontano la Pedemontana da prospettive molto diverse. Da una parte, Alberto Colombo, ambientalista di Sinistra e Ambiente Meda, segnala il servizio trasmesso il 6 ottobre dalla Radiotelevisione svizzera italiana, nell'ambito della trasmissione Falò, dedicato al Bosco delle Querce di Seveso e Meda, alla diossina e al passaggio della Pedemontana. Dall'altra, circola un aggiornamento sullo stato dei lavori, ripreso dalla pagina Facebook Sì Pedemontana e tratto dalla rivista InCantiere, pubblicata da Autostrada Pedemontana Lombarda. Due racconti dello stesso territorio. Due modi diversi di mettere a fuoco la stessa infrastruttura.

Il servizio della RSI riporta l'attenzione sulla vicenda della diossina e sul significato del Bosco delle Querce, nato dal lungo percorso di bonifica seguito al disastro dell'ICMESA del 1976. Non si tratta di un'area verde qualsiasi. Quel bosco rappresenta il risultato di un'opera di risanamento ambientale, ma anche la memoria di una tragedia e la possibilità di restituire natura e qualità della vita a un territorio profondamente ferito. Oggi la Pedemontana torna a intervenire in questo contesto, sollevando interrogativi sulle conseguenze ambientali dell'infrastruttura e sul sacrificio di una parte del patrimonio naturale costruito nel corso dei decenni. Al servizio hanno contribuito attivamente Legambiente Seveso e Sinistra e Ambiente Meda, associazioni che da anni seguono la vicenda e richiamano l'attenzione sui suoi risvolti ambientali. La prospettiva è quella di chi si domanda non soltanto che cosa verrà costruito, ma anche che cosa verrà perduto e quali conseguenze resteranno sul territorio.

Prima pagina di InCantiere, notiziario di APL

Di tutt'altro taglio è il resoconto pubblicato su InCantiere e rilanciato sui social dalla pagina Sì Pedemontana con la domanda: «Dov'eravamo rimasti con Pedemontana?». Il testo passa in rassegna le attività in corso nei diversi comuni interessati: spostamenti di sottoservizi, opere stradali, cavalcavia, preparazione delle aree di cantiere e bonifiche ambientali. È il linguaggio tipico della comunicazione di un'infrastruttura in costruzione: lotti, scavi, campionamenti, validazioni, interferenze da risolvere, lavorazioni da completare. Nel resoconto trovano spazio anche informazioni significative sulle bonifiche. Lungo la tratta B2, si legge, è stato necessario approfondire gli scavi, effettuare ulteriori campionamenti e nuove analisi, con conseguenti ritardi nelle lavorazioni. A Cesano Maderno sono segnalati altri scavi nelle aree in cui non sono ancora stati raggiunti gli obiettivi di bonifica, oltre a lotti in attesa della validazione dei campioni da parte di ARPA. Sono dati che meritano attenzione. Ma occorre ricordare da dove proviene il testo: InCantiere è una pubblicazione di Autostrada Pedemontana Lombarda, cioè del soggetto che realizza l'opera. Il suo obiettivo è aggiornare i lettori sull'andamento dei lavori e sulle attività necessarie alla loro prosecuzione. È una prospettiva legittima, ma non è l'unica possibile.

La comunicazione non è neutra. Qui sta il punto che merita una riflessione. Una comunicazione può riportare informazioni corrette e, nello stesso tempo, offrire una rappresentazione parziale della realtà. Non necessariamente perché nasconda qualcosa, ma perché seleziona gli aspetti da mettere in evidenza, sceglie le parole con cui descriverli e stabilisce quali domande lasciare sullo sfondo. Nel resoconto di cantiere, la bonifica è una lavorazione: si scava, si campiona, si attende la validazione e si procede. Gli eventuali ritardi sono un problema da risolvere per consentire l'avanzamento dell'opera. Nel racconto ambientale, gli stessi fatti assumono un significato più ampio. Richiamano la storia della contaminazione, la delicatezza di un territorio già compromesso e la necessità di valutare attentamente le conseguenze di nuovi interventi. Le due prospettive non sono necessariamente in contraddizione. Ma non sono equivalenti, perché rispondono a domande differenti. Sapere che una bonifica è in corso non significa, da solo, aver compreso tutte le implicazioni ambientali dell'intervento. E sapere che i lavori procedono non equivale a dimostrare che l'opera sia, nel suo complesso, la scelta migliore per il territorio. Quando un aggiornamento aziendale viene ripreso e rilanciato sui social, il suo linguaggio e il suo punto di vista possono circolare ben oltre il contesto per il quale erano stati concepiti. Il lettore può finire per assumere come racconto complessivo della Pedemontana quello che nasce, invece, come resoconto dell'avanzamento dei lavori.

Il post di Sì Pedemontana rilanciato sulla pagina Facebook di Insieme in rete

C'è poi un aspetto che riguarda chi sceglie di rilanciare questi contenuti. Riprendere un aggiornamento di InCantiere su una pagina favorevole alla Pedemontana è coerente con la funzione di quella pagina: raccontare l'opera dal punto di vista di chi la sostiene. Ma quando lo stesso testo viene condiviso in uno spazio di informazione e confronto ambientalista, il messaggio può assumere un significato diverso. Chi conosce bene la vicenda riconosce la provenienza aziendale del resoconto e può leggerlo con la dovuta distanza critica. Chi ne sa meno, invece, potrebbe recepirlo come una rappresentazione sostanzialmente neutra della situazione: le bonifiche sono in corso, i problemi vengono affrontati, i cantieri avanzano. Tutto sembra ricondursi a una questione di organizzazione e di tempi di esecuzione. Il problema non è condividere quel testo. È condividerlo senza spiegare da dove proviene, quale punto di vista esprime e che cosa lascia inevitabilmente sullo sfondo. In uno spazio frequentato da persone interessate alla tutela ambientale, una semplice contestualizzazione avrebbe consentito di distinguere fra il resoconto dell'azienda che realizza l'infrastruttura e una valutazione complessiva delle sue conseguenze. Senza questa precisazione, chi rilancia il contenuto rischia, anche involontariamente, di contribuire alla diffusione della narrazione di chi sostiene l'opera. Non è una questione di intenzioni personali, ma di responsabilità nella comunicazione. Chi condivide un contenuto non ne è necessariamente l'autore, ma contribuisce comunque a determinarne la circolazione e il significato nel contesto in cui viene proposto. Per questo, soprattutto quando si parla di questioni ambientali controverse, la contestualizzazione non è un dettaglio accessorio: è parte integrante dell'informazione.

Un'opera infrastrutturale può essere raccontata attraverso i suoi progressi, le scadenze rispettate, le difficoltà tecniche e le lavorazioni completate. Ma si può raccontare anche attraverso il consumo di suolo, la perdita di alberi, la trasformazione del paesaggio, le conseguenze per gli ecosistemi e le alternative che sono state considerate. Nel caso del Bosco delle Querce, questa seconda prospettiva è particolarmente importante. Non siamo di fronte a uno spazio qualsiasi, ma a un luogo che porta impressa la memoria di una catastrofe ambientale e testimonia il lungo lavoro necessario per restituire natura a un territorio contaminato. Per questo non basta sapere che cosa è stato realizzato nell'ultimo mese. Occorre anche chiedersi quale prezzo ambientale comporti l'opera e se quel prezzo sia davvero inevitabile. Non è una questione di contrapporre pregiudizialmente chi è favorevole alla Pedemontana a chi la contesta. È una questione di completezza dell'informazione e di capacità critica.

Il servizio della RSI e il resoconto di InCantiere mostrano quanto possa cambiare la percezione di una stessa vicenda a seconda del punto di vista adottato. La comunicazione non è neutra: lo è ancora meno quando un messaggio viene estratto dal suo contesto originario e rilanciato senza gli strumenti per interpretarlo. Anche una sequenza di informazioni tecniche corrette può finire per trasmettere un'immagine incompleta, nella quale l'avanzamento dei lavori occupa tutta la scena e il territorio trasformato resta sullo sfondo. Per questo la domanda non è soltanto «Dov'eravamo rimasti con Pedemontana?». È anche: che cosa stiamo lasciando indietro mentre raccontiamo i progressi dei cantieri?

Fonti e approfondimenti

4 commenti:

  1. Si a Pedemontana Lombarda9 ottobre 2026 alle ore 16:03

    Salve,

    Vorrei fare solo un appunto al vostro articolo.

    Il nostro post originale partiva da una premessa differente, ovvero dal fatto che a causa delle molteplici richieste di informazioni di diversi utenti riguardo l'avanzamento dei lavori della tratta B2, abbiamo voluto creare un post dedicato.

    Nonostante avessimo già condiviso giorni prima il link di collegamento al report di APL InCantiere, abbiamo deciso di riportare per intero il contenuto del report in un post, perchè evidentemente molte persone o hanno problemi con la tecnologia o semplicemente, magari, sono un pò pigre e gli viene più facile dare un'occhiata a FB piuttosto che andare a cercare sul sito ufficiale di APL il report.

    Ad ogni modo, solo per dire che il nostro post è stato tagliato nella sua parte iniziale dal Sig.Del Pero (che comunque abbiamo ringraziato per averci menzionato) che, di fatto, ha copiato e incollato a sua volta il nostro post sulla sua pagina eliminando la prefazione iniziale, che riteniamo fosse importante per i lettori.

    Da parte nostra, come pagina, ci siamo sempre prefissati l'obiettivo di fare informazione su questa opera, dai cantieri alle bonifiche belliche, dalle opere di mitigazione e compensazione alle bonifiche della diossina, e i nostri post presenti sulla pagina lo confermano.

    Purtroppo, le bonifiche della diossina si sono protratte oltre i periodi inizialmente previsti per i motivi che tutti sappiamo e, oltre a questo, le informazioni fornite sono state sempre date col contagocce.

    Solo grazie alla pagina Sinistra e Ambiente (che abbiamo anche citato in qualche post) si è potuto ricavare molto a livello di informazioni sulla questione diossina, cosa che gli enti preposti a farlo non sono mai riusciti a fare, quindi ne approfittiamo per ringraziare anche Sinistra e Ambiente.

    Da parte nostra possiamo dire che siamo molto attenti al tema e, appena possiamo, riportiamo le informazioni in nostro possesso: il fatto di riportare maggiormente notizie e dettagli sullo stato dei cantieri viene fatto da parte nostra per le grandi richieste che riceviamo a riguardo.

    Fare un'analisi su come il territorio cambia, giorno dopo giorno, per l'arrivo della Pedemontana, penso sia già dimostrato dalle foto e video che pubblichiamo.

    Penso che a nessuno piaccia vedere il territorio nelle condizioni attuali ma, quello che possiamo dire da parte nostra, avendo vissuto da vicino la questione Pedemontana più di 10 anni orsono, è che bisogna tutti collaborare per fare in modo che i lavori procedano al meglio e che tutte le opere finali di mitigazione e compensazione (e sono tante) vengano portate a termine e monitorate costantemente fino al loro compimento.

    Il progetto è stato molto ben concepito, ancora meglio delle tratte A e B1, viste le criticità orografiche presenti in quel tratto di Brianza: non diciamo che nessuno si accorgerà dell'autostrada a lavori ultimati, ma sicuramente sarà ben inserita e le opere di contorno ben strutturate.

    Saluti.

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    1. Grazie per il vostro articolato chiarimento, che contribuisce a completare il quadro.
      Prendiamo atto che il vostro post nasceva dalle richieste di informazioni sull'avanzamento dei lavori della tratta B2 e che la premessa con cui lo avevate introdotto è stata eliminata nella successiva condivisione. È una precisazione importante, perché il contesto nel quale un contenuto viene presentato può effettivamente modificarne la lettura.
      Il nostro articolo, però, non intendeva contestare le ragioni per cui avete deciso di pubblicare il resoconto di InCantiere, né negare che la vostra pagina si occupi anche di bonifiche, mitigazioni e compensazioni. La riflessione riguardava soprattutto il modo in cui una comunicazione nata in un determinato contesto viene ripresa e circola altrove, talvolta perdendo le precisazioni che l'accompagnavano.
      È proprio questo il punto che ci interessava mettere in evidenza: un aggiornamento sui lavori può essere corretto nei singoli dati e, nello stesso tempo, offrire una rappresentazione parziale della trasformazione del territorio, se non viene affiancato da una riflessione sugli impatti complessivi dell'opera.
      Ringraziamo quindi per il contributo alla discussione. Il confronto fra punti di vista diversi è utile, purché resti chiara la distinzione fra informare sull'andamento di un cantiere e valutare criticamente l'opportunità e le conseguenze dell'infrastruttura che quel cantiere sta realizzando.

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  2. Meglio sarebbe non fare confusione. Come rileva anche Brianza Centrale, c'è una differenza abissale tra l'informazione fatta da Sinistra e Ambiente di Meda, che con altri gruppi Ambientalisti e Liste Civiche siede al Tavolo Permanente sui Lavori di Bonifica da Diossina e quanto diffonde "Si a Pedemontana Lombarda". La nostra non è un'informazione fintamente asettica che decanta la bellezza dei cantieri e della tecnologia per cercare di far passare come utile e indispensabile quest'autostrada che si sta divorando pezzi di verde in una Brianza già massacrata dal cemento.
    Il nostro è un ruolo di monitoraggio costante e critico sia sulla Bonifica su cui abbiamo scelto di pubblicare tutti i documenti rendendoli leggibili affinchè la Bonifica stessa non restastasse appannaggio di pochi, con scarsa o nulla condivisione informativa. Lo abbiamo fatto anche evidenziando criticità e mancate trasparenze di APL.
    Stessa cosa dicasi per le Compensazioni Ambientali di cui seguiamo l'itinere e su cui cerchiamo di esercitare vigilanza e pressing affinchè non siano snaturate per la miopia di alcuni amministratori.
    Non tacciamo però sulle devastazioni che questa autostrada sta causando laddove sono già stati distrutti preziosi ecosistemi o laddove è costante il tentativo di minimizzare sugli impatti, presenza della diossina compresa. La nostra non è una narrazione a senso unico sulle bellezze e sulle soddisfazioni per l'avanzamento dei cantieri.
    Spiace poi vedere che, in modo avventato e poco lungimirante, un soggetto che si ritiene portavoce di istanze ambientaliste, probabilmente al solo scopo di mostrarsi quale persona sempre presente sui social, perarltro spesso con post ambigui, superficiali e non approfonditi, rilanci una comunicazione che come scrive Brianza Centrale, contribuisce a fare confusione e a fare da grancassa a una narrazione costruita per declamare l'autostrada come fosse un'opera d'arte.
    Fortunatamente costui è già stato sconfessato dai gruppi ambientalisti rappresentando nei fatti solo se stesso.

    Grazie per l'ospitalità.
    Sinistra e Ambiente Meda

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    1. Grazie, come sempre, per il vostro contributo e per il lavoro che portate avanti sulla questione Pedemontana, che da tempo seguiamo e rilanciamo anche attraverso Brianza Centrale, in uno scambio di informazioni e collaborazione che riteniamo importante.
      Vorremmo solo chiarire un aspetto: nel nostro articolo non abbiamo citato chi ha condiviso il post di Sì a Pedemontana proprio perché non volevamo personalizzare la questione. Ci interessava fare una riflessione più generale su come una comunicazione proveniente da chi realizza un'opera possa essere ripresa e circolare anche in contesti diversi, magari perdendo le precisazioni che l'accompagnavano e finendo per trasmettere un'immagine parziale della realtà. Il punto, insomma, non era giudicare una persona, ma ragionare sul peso che hanno il contesto e il modo in cui le informazioni vengono rilanciate. Su questo crediamo che ci sia piena sintonia: seguire i cantieri è importante, ma altrettanto importante è non perdere di vista ciò che la realizzazione dell'autostrada comporta per il territorio, per gli ecosistemi e per il consumo di suolo.

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