venerdì 28 agosto 2026

Seregno, in piazza per Gaza: quando il silenzio chiede attenzione


Ieri sera, giovedì 25 agosto, piazza Concordia a Seregno si è riempita di persone. Non erano moltissime, ma erano più di quanto gli stessi organizzatori si aspettassero: circa quaranta, con momenti in cui si sono raggiunte le cinquanta presenze. Non c'erano comizi, né band musicali, né slogan scanditi al megafono. C'era il silenzio. E c'erano i cartelli. Frasi, citazioni, parole. Messaggi semplici, affidati alla lettura di chi passava, per richiamare l'attenzione su ciò che sta accadendo a Gaza e sulla sofferenza della popolazione civile. Alcuni partecipanti tenevano in mano le bandiere della Palestina, come richiamo al diritto all'esistenza, alla libertà e alla pace di un popolo.


Un'ora apparentemente semplice, quasi minimale, e proprio per questo capace di lasciare spazio a chiunque passasse di lì. E ieri sera qualcosa si è mosso anche intorno al presidio. Le persone che attraversavano la piazza osservavano con curiosità. Qualcuno si è fermato a leggere i cartelli, qualcuno ha chiesto informazioni, qualcuno si è unito per qualche minuto. Non tutti avevano necessariamente la stessa idea, ma il presidio ha attirato l'attenzione. È un particolare che merita di essere sottolineato.


Nelle settimane precedenti non erano mancati momenti di dissenso e reazioni differenti. Ieri sera, invece, oltre a una partecipazione più numerosa, si è percepita anche una maggiore attenzione da parte della città. Forse è proprio questo uno degli obiettivi più importanti di un'iniziativa come questa: non pretendere di convincere tutti, ma impedire che una tragedia venga semplicemente rimossa dal nostro sguardo.

C'è poi una caratteristica di questi presidi che li rende particolari. Non ci sono, alle loro spalle, partiti o associazioni. Non c'è una struttura organizzativa che imponga una linea. Sono cittadini che decidono spontaneamente di ritrovarsi, a settimane alterne a Seregno e a Desio, per esprimere il proprio disagio e la propria contrarietà di fronte a ciò che sta accadendo. Una scelta che può essere condivisa o non condivisa, naturalmente. Ma che merita almeno di essere ascoltata. 


Perché il tema che viene portato in piazza è, prima ancora di ogni appartenenza politica, quello di alcuni diritti fondamentali.

  • Il diritto alla pace.
  • Il diritto alla vita.
  • Il diritto dei bambini a crescere senza la paura delle bombe.
  • Il diritto dei bambini a giocare, andare a scuola, avere una casa, immaginare il proprio futuro.
  • Il diritto di ogni popolo a vivere senza essere sottoposto alla guerra e alla distruzione.

Sono diritti che dovrebbero appartenere a tutti, senza distinzione di nazionalità, religione o appartenenza. E proprio per questo il presidio non ha bisogno di molto altro. Non ha bisogno di rumore. Ha bisogno di presenza.


In un tempo nel quale le immagini delle guerre scorrono continuamente sugli schermi e rischiano di trasformarsi rapidamente in qualcosa di lontano, ripetitivo, quasi normale, scegliere di fermarsi un'ora in una piazza significa sottrarsi, almeno per un momento, all'indifferenza. Significa dire: questa cosa ci riguarda. Non perché si possa avere la presunzione di risolvere da Seregno o Desio un conflitto che dura da anni, ma perché esiste una responsabilità più semplice e più immediata: quella di non smettere di guardare. Di non considerare normale ciò che normale non è. Di non abituarsi alla morte dei bambini. Di non accettare che la sofferenza degli altri diventi soltanto una notizia fra tante. Ed è forse questo il senso più profondo di un presidio silenzioso.

Il silenzio non è assenza. Il silenzio può essere una forma di protesta. Può essere una scelta. Può essere un modo per dire che non si vuole aggiungere altro rumore, ma nemmeno voltarsi dall'altra parte.


Come blog, Brianza Centrale continuerà a dare spazio a queste iniziative. Non perché ogni lettore debba necessariamente condividere le posizioni di chi vi partecipa. E nemmeno perché un blog debba trasformarsi in un luogo di propaganda. Ma perché riteniamo che raccontare ciò che accade nella nostra comunità significhi anche dare voce a chi sceglie di manifestare pacificamente il proprio dissenso e la propria preoccupazione. E perché c'è una parola che, più di altre, dovrebbe preoccuparci: indifferenza.

L'indifferenza è il peggior nemico della ragione.

Perché quando si smette di guardare, di interrogarsi, di chiedere, di discutere, anche ciò che dovrebbe scandalizzarci può finire per apparire normale.

Ieri sera, a Seregno, quaranta, forse cinquanta persone hanno scelto semplicemente di esserci. In silenzio. Con un cartello in mano. Con una bandiera. Con una parola. E con la convinzione che, di fronte alla sofferenza degli altri, anche non voltarsi dall'altra parte sia già una forma di responsabilità.

1 commento:

  1. Dopo l'appuntamento di ieri sera in piazza Concordia a Seregno sono già fissati i prossimi appuntamenti.

    SABATO 29 AGOSTO – DESIO
    Dalle 20 alle 21
    Davanti al Parco di Villa Tittoni, via Lampugnani
    Si tratta di un appuntamento speciale, che si svolgerà a margine del concerto di Cisco dei Modena City Ramblers.

    DOMENICA 30 AGOSTO – DESIO
    Dalle 20 alle 21
    Davanti al Parco di Villa Tittoni, via Lampugnani
    Anche questo sarà un appuntamento speciale, organizzato in occasione del concerto dei 99 Posse.

    L'iniziativa proseguirà poi secondo il calendario abituale, alternando Seregno e Desio:

    GIOVEDÌ 3 SETTEMBRE – DESIO
    Dalle 18 alle 19
    Piazza Conciliazione

    GIOVEDÌ 10 SETTEMBRE – SEREGNO
    Dalle 18 alle 19
    Piazza Concordia

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