mercoledì 14 ottobre 2026

Pedemontana, a Macherio compensazioni ambientali frammentate: quale spazio per i cittadini?

Macherio: l'ex PL24 e, in grigio, i 5 interventi sostitutivi di "compensazione ambientale" 

Le compensazioni ambientali legate a Pedemontana dovrebbero servire a mitigare, almeno in parte, l'impatto dell'autostrada sul territorio, contribuendo a ricostruire connessioni ecologiche e a restituire valore ambientale alle aree interessate dall'infrastruttura. A Macherio, invece, la scelta dell'amministrazione comunale di rinunciare al Progetto Locale 24 (PL24), nella configurazione unitaria prevista dal Masterplan del 2009, rischia di compromettere proprio questa prospettiva.

Non si tratta soltanto di una diversa distribuzione delle risorse disponibili. La rinuncia al PL24 rappresenta un'occasione persa per realizzare un intervento organico di ricucitura ambientale, sostituito da cinque opere distinte, disperse sul territorio e con obiettivi molto diversi tra loro. Una scelta che solleva interrogativi sul significato stesso attribuito alle compensazioni ambientali.

L'intervento n. 1: Belvedere nel Parco Valle del Lambro

La questione torna d'attualità dopo l'annuncio, nel Consiglio comunale del 1° ottobre 2026, di un'assemblea pubblica sulle nuove proposte. Un confronto necessario, ma che arriva dopo una decisione fondamentale sull'impostazione degli interventi. La vicenda era già stata discussa nel Consiglio comunale del 23 aprile 2026, quando l'amministrazione aveva comunicato la decisione di non dare seguito al PL24 nella configurazione originaria, orientandosi verso una diversa proposta progettuale da concordare con Autostrada Pedemontana Lombarda. Il progetto previsto dal Masterplan del 2009 riguardava l'area di Bareggia, tra via Edison e il territorio circostante, e puntava su un intervento unitario, concepito come compensazione ambientale di sistema. L'obiettivo era contribuire alla ricucitura di un territorio destinato a subire gli effetti di una grande infrastruttura. Alla prospettiva unitaria si è sostituita la distribuzione degli 1,762 milioni di euro disponibili per la compensazione su cinque aree separate, non contigue e distribuite nel territorio comunale.

L'intervento n. 2: Area del cimitero

Gli interventi individuati nella proposta illustrata dal Comune riguardavano:

  1. Belvedere, nel Parco regionale della Valle del Lambro, con riforestazione, orienteering e interventi per la sicurezza stradale di ciclisti e pedoni;
  2. area del cimitero, con il rifacimento dei percorsi soggetti ad allagamento e la manutenzione straordinaria del bosco;
  3. parco di via Donizetti, con l'installazione di attrezzature per gli adolescenti;
  4. area della chiesetta delle Torrette, a Bareggia, con una piazza e un'area verde;
  5. via Milano, con la trasformazione della strada in un'area a priorità pedonale e il rifacimento dei marciapiedi.

L'intervento n. 3: Parco di via Donizetti

Sono interventi che possono rispondere a esigenze locali e migliorare la fruibilità di alcuni spazi pubblici. Ma è proprio qui che emerge il problema: la loro utilità, considerata singolarmente, non basta a dimostrare che siano adeguati a svolgere la funzione di una compensazione ambientale di sistema. La scelta dell'amministrazione appare riduttiva rispetto alla prospettiva del PL24. Manutenzione di percorsi, attrezzature ricreative, piazze e modifiche della viabilità appartengono a tipologie d'intervento diverse, alcune delle quali hanno caratteristiche prevalentemente urbane. Non sono, di per sé, equivalenti alla creazione di spazi verdi ecosistemici e alla ricostruzione di connessioni ecologiche. Il punto non è sostenere che una piazza o un percorso pedonale non siano utili. È chiedersi se queste opere, finanziate con risorse destinate alle compensazioni ambientali di Pedemontana, siano in grado di produrre benefici ambientali proporzionati all'impatto dell'infrastruttura.

L'intervento n. 4: L'area della chiesetta delle Torrette

Una compensazione ambientale dovrebbe avere una finalità riconoscibile: contribuire alla tutela della biodiversità, alla continuità degli habitat, alla ricostituzione della naturalità e alla ricucitura di un territorio frammentato dalle infrastrutture. Per raggiungere questi obiettivi occorrono una visione d'insieme, una progettazione coerente e interventi capaci di produrre risultati che vadano oltre il miglioramento puntuale di singole aree. Il PL24 offriva una prospettiva di questo tipo. Rinunciarvi significa perdere la possibilità di perseguire quell'obiettivo attraverso il progetto unitario delineato nel Masterplan del 2009. L'amministrazione ha scelto un'altra strada, ma resta da chiarire in che modo le opere alternative possano garantire risultati ambientali comparabili.

L'intervento n. 5: Via Milano

Durante il Consiglio comunale del 1° ottobre, il sindaco ha annunciato un'assemblea pubblica, prevista indicativamente tra ottobre e l'inizio di novembre, per illustrare gli interventi e raccogliere osservazioni prima della definizione dei progetti definitivi. L'iniziativa può offrire ai cittadini un'occasione per intervenire, ma occorre capire quale spazio resterà per modificare le proposte. Soprattutto, il confronto dovrebbe poter riguardare non soltanto i dettagli delle singole opere, ma anche la loro impostazione complessiva e la loro efficacia ambientale. La domanda da porre è semplice: le risorse disponibili devono limitarsi a finanziare una serie di interventi distribuiti sul territorio comunale oppure possono ancora essere utilizzate per perseguire una strategia ambientale più ambiziosa e coerente? Se le scelte fondamentali sono già state compiute, il rischio è che l'assemblea si concentri su aspetti marginali senza poter affrontare la questione decisiva: quale risultato ambientale si vuole ottenere dalle compensazioni?

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