lunedì 3 febbraio 2020
Paesaggi del romanico: Canton Ticino
sabato 1 febbraio 2020
Barni (CO): No al parcheggio nell’orto di don Emilio, il prete-contadino
“No al parcheggio nell’orto di don Emilio a Barni!”. Così il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” interviene in maniera netta contro il progetto del Comune di Barni, che vorrebbe realizzare un nuovo parcheggio in via Andreoletti, nel luogo su cui oggi sorge l’orto voluto dalla Parrocchia e da don Emilio, il prete-contadino deceduto nel 2018.
Dichiarano i responsabili del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”: “Barni non ha bisogno di un nuovo parcheggio, casomai di preservare il suo bellissimo paesaggio, la sua storia e anche la memoria recente del prete-contadino! Per questo come Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" siamo contrari alla realizzazione di un nuovo parcheggio nell'orto di via Andreoletti. Si parla tanto di consumo di suolo zero, di fermare la cementificazione del territorio, di attenzione all'ambiente da parte delle nuove generazioni, invece a Barni si pensa ad asfaltare un orto! Se Barni vuole puntare, come sarebbe giusto, sul turismo, deve anzitutto preservare il proprio territorio e paesaggio e pertanto non deve pensare a un nuovo parcheggio per le auto, bensì a come attrarre un turismo sostenibile, che si muove preferibilmente coi mezzi pubblici, i bus, oggi sicuramente da potenziare. Se proprio serve un nuovo parcheggio, piuttosto si faccia su un’area già cementificata. Insomma noi diciamo un netto no ad asfaltare l'orto di don Emilio, sia per evitare la deturpazione del territorio, sia per conservare la memoria del sacerdote che aveva a cuore sia la comunità locale che il paesaggio”.
Don Emilio teneva anche un sito web, in cui spiegava i motivi per cui aveva avviato il progetto dell’orto: http://www.tuteladellambienteundoverecomuneuniversale.it
Il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” chiede pertanto al Comune di Barni di rinunciare al progetto per il nuovo parcheggio, salvaguardando l’orto della Parrocchia.
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mercoledì 29 gennaio 2020
Montorfano: cercasi volontari per la campagna salvataggio rospi
a cura del COMITATO PARCO REGIONALE GROANE-BRUGHIERA
Vi invitiamo a partecipare numerosi ad una richiesta di aiuto che ci arriva dagli amici dell'associazione L'Ontano di Montorfano.
Come ogni anno arriva il periodo in cui centinaia e centinaia di poveri rospi vorrebbero scendere dai boschi del Monte Orfano dove hanno passato l'estate e il letargo invernale, per depositare le uova nelle acque del Lago di Montorfano. E, come ogni anno, per permettere a loro questa "semplice" azione che ripetono da tantissimi di anni... è indispensabile che ci siano tante persone disposti ad aiutarli perché questa discesa "semplice non è"...
Gli ostacoli fisici che ormai l'edificazione selvaggia ha prodotto in passato (e purtroppo ancora oggi), rendono impossibile per i rospi la discesa al lago. E' per tale ragione che hanno bisogno di noi per risolvere un problema enorme che gli abbiamo causato con le nostre insensate azioni per occupare con case, strade e recinzioni la maggior parte del suolo che prima era a verde e che divide il Monte dal Lago.
Resoconto dell'attività dello scorso 2019
Conosci la storia delle centinaia di rospi che ogni anno attraversano la strada per raggiungere il lago?
Sai quanto rischiano?
Cliccando qui potete vedere un breve video dove spiega questa importante attività.
Vorresti fare la differenza impegnandoti una sola sera a settimana, prima o dopo cena?
Vieni mercoledì 5 febbraio 2020 presso la sede dell'associazione L'Ontano a Montorfano (CO) in via al Dosso 1 alle ore 21.00
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Serata naturalistica sulla flora del Parco delle Groane
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| Fonte immagine: Parco Groane |
Il titolo della serata è “Prendiamoci cura dei boschi. La crisi climatica e la gestione forestale”. Relazionerà Fulvio Caronni, volontario AIB del Parco delle Groane.
L’ingresso è gratuito.
domenica 26 gennaio 2020
Pietre d'inciampo. La storia di Ferdinando Silva
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| Seregno, Piazza Caprera. Un momento della commemorazione di Ferdinando Silva |
Chi era Ferdinando Silva?
Era uno dei 9 internati militari seregnesi, uno dei 98 dei Comuni della Provincia di Monza deceduti nei lager del Terzo Reich e sepolti nei grandi Cimiteri Militari Italiani in Germania, Austria e Polonia. Ora riposa nel Cimitero di Amburgo insieme ad altri cinquemila connazionali. Furono 650 mila gli Internati Militari Italiani che risposero NO, due volte, a una prima proposta i giorni successivi all' 8 settembre 1943 subito dopo essere stati catturati, di continuare a combattere ancora come alleati con i tedeschi e poi, una volta giunti nei lager, alla seconda proposta di far parte dell'esercito della Repubblica Sociale fascista di Salò, quando l'alternativa era chiarissima , dire no significava finire nelle baracche dietro il filo spinato.
Furono circa 50 mila quelli che pagarono con la vita il loro rifiuto. Per troppo tempo e per varie cause sono stati dimenticati, anzi li abbiamo dimenticati. Oggi la posa di questa pietra deve segnare l'inizio dell'uscita da questo lungo oblio. In Brianza quest'anno vengono collocate 21 pietre , 2 dedicate a soldati una qui a Seregno e un'altra a Briosco.
Cosa siamo riusciti a sapere di questo umile caporale della Fanteria . La ricerca è iniziata nel novembre 2018 e ringrazio Roberto Mauri agente della Polizia Municipale per avermi aiutato per la ricerca anagrafica.
Era nato a Seregno il 7 aprile 1909 il padre sichiamava Pietro, la madre Rusnighi Severina. Richiamato, alle armi nel 1942 era stato destinato in Albania. Apparteneva al 440° Battaglione costiero fu catturato nei dintorni di Durazzo il 10 settembre 1943.
Non ho finora ritrovato né parenti né foto, possiamo solo immaginarcelo dai dati riportati sul Foglio Matricolare: occhi e capelli castani, alto un metro e sessantanove, di corporatura robusta , era un muratore, sapeva scrivere e leggere, avendo superato, alla visita di leva, una prova consistente nello scrivere una frase e poi leggerla la frase era:” amo la patria”.
Come sono arrivato, senza ombra di dubbio, a stabilire che abitava proprio qui? Da una scoperta effettuata nell'estate scorsa esaminando i pochi documenti contenuti nel fascicolo personale Militare, conservato presso l'Archivio di Stato di Milano, tra i documenti c'era questa cartolina che mi ha dato 4 informazioni importanti: 1) l'indirizzo, 2) il nome della moglie, Antonietta Longoni, 3) il nome del figlio Pietro, 4) lo Stammlager dove si trovava nel dicembre del 1943 cioè lo Stalag VI/F a Bocholt nella regione della Renania Settentrionale.
Il passo succesivo è stato quello di rintracciare lo stato di famiglia e così ho potuto sapere che nel 1934, all' età di 25 anni, aveva sposato Antonietta Longoni, magliaia e nel 1936 era nato Pietro; altra informazione, nel 1948 Antonietta si era risposata e trasferita a Milano e qui le mie ricerche si sono dovute, temporaneamente, fermare perchè non mi è stato permesso di accedere all'Archivio del Comune di Milano in quanto in fase di digitalizzazione. Il figlio Pietro Silva potrebbe ancora vivo o qualche altro componente della famiglia.
La ricerca quindi continua.
Prof. Francesco Mandarano
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venerdì 24 gennaio 2020
A Seregno arriverà la Giubiana del buonsenso?
Il disegno è tratto dalla copertina della pubblicazione di Franca Pirovano "La Gibiana in Brianza. Eredità celtica?", edito da Brianze, 2017 (per maggiori informazioni cliccare qui). A Briosco, dai primi anni Ottanta, i bambini delle Scuole Elementari realizzano dei disegni che poi vengono esposti nelle vetrine dei negozi in occasione della Festa della Gibiana.
L'intervento di Gianni Del Pero, presidente del WWF Lombardia, che chiedeva all'Amministrazione Comunale di Seregno di tutelare la salute dei propri cittadini vietando i roghi rituali (leggi qui) ha avuto un seguito.
Gianni Del Pero ci ha infatti dichiarato: "Ho ricevuto una lunga e cordiale telefonata dal Sindaco Alberto Rossi. Abbiamo concordato sulla necessità che i provvedimenti per contrastare l'inquinamento dell'aria siano accompagnate da azioni di educazione ambientale con adeguata informazione per evitare che decisioni non condivise e non comprese possano innescare reazioni controproducenti allo stesso obiettivo che si intende raggiungere. Abbiamo anche valutato opportuno prevedere a breve termine un incontro tra Amministrazione Comunale, Associazioni Ambientaliste e Associazioni Culturali di Seregno per prospettare per gli anni a venire iniziative che consentano di conservare le antiche tradizioni nel limite della sostenibilità delle attività proposte."
Da parte nostra auguriamo che gli impegni presi portino a dei risultati concreti che mettano in primo piano la salute dei cittadini.
Cogliamo l'occasione per segnalare una iniziativa che celebra la Giubiana senza il tradizionale falò.
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